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L’era “usa e getta”

Il mercato globale dei soft drink è caratterizzato da una grande abbondanza di tipologie di confezioni per soddisfare tutti i gruppi di consumatori. Non è solo la gamma disponibile di materiali per il confezionamento che è vasta, ma anche delle forme e delle dimensioni dei contenitori. Eppure, anche in un’era di crescente attenzione all’ambiente, sembra che queste confezioni stiano diventando sempre più usa e getta. Per alcune opzioni di confezioni, quali i cartoni e le lattine, lo smaltimento dopo un singolo uso è la sola soluzione pratica. Ma questo non è il caso delle bottiglie in vetro e in PET che possono essere riutilizzate in modo realistico.

Negli Stati Uniti, prima della Seconda Guerra Mondiale, quasi tutte le bevande gasate erano vendute in bottiglie in vetro a rendere che erano riutilizzate almeno 50 volte. Ma le quote di questi contenitori nel mercato dei soft drink sono passate dal 100% del 1940 a meno dell’1% del 2000. I contenitori in vetro a rendere sono ancora impiegati in qualche parte nel mondo, soprattutto in Asia, America Latina ed Europa occidentale, ma i volumi totali stanno crescendo a fatica, mentre il mercato dei soft drink si sta espandendo del 3-5% all’anno, secondo quanto affermato dagli esperti della Canadean.

Gran parte dell’abbandono dei contenitori riutilizzabili a rendere è dovuto alla crescita delle bottiglie in PET, brevettate nel 1973; nei quattro decenni successivi, la plastica ha ridisegnato l’intero panorama dei soft drink. È preferita dai produttori, soprattutto per quanto riguarda l’acqua minerale e le bevande gasate che, insieme, rappresentano circa il 70% del mercato globale dei soft drink in base ai volumi. La plastica è versatile, resistente, offre una buona trasparenza ed è conveniente per i consumatori, oltre ad avere un potenziale eccellente per la differenziazione dei marchi.

Le bottiglie in PET riutilizzabili a rendere sono disponibili, ma, come le loro controparti in vetro, il loro impiego è limitato geograficamente. In molti Paesi, le bottiglie in PET non riutilizzabili a perdere non esistono, ma hanno una forte presenza in Centro America. Questo soprattutto grazie al loro impiego nel settore delle bevande gasate in Messico, ma le bottiglie riutilizzabili a rendere in PET stanno vendendo di più di quelle a perdere e stanno crescendo a un ritmo più rapido. Nonostante le preoccupazioni a livello ambientale, la Norvegia è il solo Paese dove le bottiglie in PET riutilizzabili a rendere hanno una posizione più forte di quelle non riutilizzabili a perdere.

Diverse sono le ragione del perché le confezioni riutilizzabili a rendere stiano sparendo; tra queste troviamo il costo dell’implementazione e del mantenimento dei sistemi di riutilizzo, oltre alla riluttanza dei rivenditori verso questo concetto. Ci sono poi problemi potenziali di contaminazione della bottiglia dovuta a un uso non corretto del consumatore precedente, dell’immagine del marchio rovinata a causa dello sfregamento e il fatto che le bottiglie usa e getta presentano una maggiore flessibilità per quanto riguarda il cambiamento delle confezioni.

D’altra parte, i produttori hanno seguito una strada maggiormente attenta all’ambiente riducendo lo spessore delle pareti dei contenitori in plastica o introducendo bottiglie più biodegradabili. Adesso c’è la corsa alla commercializzazione di una bottiglia in plastica completamente biodegradabile. Pertanto, il ruolo delle bottiglie in PET e in vetro riutilizzabili a rendere è diventato secondario in quest’era “usa e getta”.

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