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Viaggio al centro della nocciola

Burcu Türkay.

 

A settembre, nel pieno della stagione di raccolta delle nocciole, siamo stati invitati da ofi (olam food ingredients), fornitore globale di ingredienti naturali per alimenti e bevande, a seguire tutto il processo, dalla raccolta alla trasformazione in specialità dolci e salate studiate per rispondere alle moderne esigenze avanzate dai consumatori.

Guidati da Burcu Turkay, Global Head of Sustainability for Nuts, e da Zoe Maddison, responsabile della comunicazione per la sostenibilità, abbiamo scoperto un’azienda moderna, efficiente e attenta al sociale e alla sostenibilità ambientale, vicina alle comunità locali e ai diritti dei lavoratori, come è stato evidenziato nel report appena pubblicato Nut Trails 2022 Impact Report.

Abbiamo assistito ad una sessione della formazione degli agricoltori, incontrato i lavoratori stagionali provenienti dal Sud del Paese inseriti nel programma ofi “Women on the Roads”, insieme ai loro bambini accolti in una scuola estiva appositamente creata per ospitarli mentre i lori genitori lavorano nei frutteti.

La stagione di raccolta delle nocciole in Turchia si svolge da agosto a metà settembre, in un periodo molto concentrato segnato ogni anno dall’arrivo di migliaia di lavoratori migranti e delle loro famiglie provenienti dalla regione sud-orientale molto povera prossima al confine siriano. Secondo l’Istituto statistico turco sono almeno un milione gli stagionali occupati nel settore agricolo che si spostano ogni anno, di cui oltre 200.000 sono bambini.

Nel Paese eurasiatico il comparto delle nocciole è particolarmente interessato da difficoltà socio-economiche legate alla manodopera stagionale, tra cui la mancanza di strutture ricettive e di assistenza all’infanzia adeguate, che si traducono in un rischio di lavoro minorile. Si tratta di questioni complesse che richiedono un approccio in grado di coinvolgere i vari attori della filiera, oltre al coinvolgimento delle comunità locali.

 

Lo stabilimento di sgusciatura a Urdu.

 

L’approccio di ofi alla sostenibilità in Turchia

Dal 2013 ofi ha attivato importanti programmi di sostenibilità nel Paese, creando partenariati per introdurre soluzioni avanzate, come i contratti di lavoro per i lavoratori agricoli, una novità sia per il comparto delle nocciole che per l’intero settore agricolo turco. Questi contratti fissano un salario minimo, orari di lavoro legale, parametri di salute e sicurezza, trasporti sicuri, pasti adeguati e condizioni abitative decenti.

Sono oltre 9.000 i lavoratori registrati nell’app per smartphone proprietaria di ofi, l’Olam Farmer Information System (OFIS), che utilizza la localizzazione GPS e sondaggi approfonditi per renderli più informati e consapevoli su come aumentare rese e qualità dei prodotti, oltre a fornire indicazioni importanti sulla forza lavoro e le comunità. Ad esempio, consente di capire se in una determinata area è presente una scuola e, in caso contrario, se potrebbe esserci un rischio di lavoro minorile, a cui è possibile porre rimedio aprendo uno spazio sicuro per i bambini. Questi dati specifici e i corrispondenti piani d’azione vengono acquisiti attraverso il sistema di monitoraggio e correzione del lavoro minorile (CLMRS) collegato a OFIS.

 

Scarico di sacchi di nocciole per la sgusciatura.

 

Sulla base delle informazioni raccolte e dei programmi esistenti, ofi ha lanciato Hazelnut Trail, una strategia che si propone di trovare modi più creativi, proficui e sostenibili per la propria attività di fornitura di ingredienti entro il 2030.

Il processo inizia promuovendo l’avanzamento dei diritti umani, come è stato fatto in collaborazione con i propri partner nell’ultimo decennio, con l’obiettivo di raggiungere il 100% del monitoraggio del lavoro minorile e la loro correzione nei programmi gestiti ogni anno. I risultati vengono poi registrati attraverso il sistema di gestione della sostenibilità AtSource dell’azienda, offrendo così trasparenza per i propri clienti e la sicurezza di acquistare ingredienti a base di nocciole che non sono solo buoni per il palato, ma anche per la società, perché realizzati sostenendo le comunità rurali e cercando di ridurre al minimo l’impronta ecologica.

 

Il contesto generale

La Turchia rappresenta il maggiore produttore mondiale di nocciole, coprendo una quota del 65%, dove le regioni a maggiore vocazione sono le aspre colline della costa del Mar Nero. Solo il 15-20% della produzione è destinata al mercato interno, mentre il resto viene esportato soprattutto sul mercato tedesco e italiano ed europeo in generale.

Nonostante l’attuale superficie coltivata abbia un potenziale produttivo di oltre un milione di tonnellate, le rese medie annue in generale si aggirano intorno alle 700.000 t a causa di diversi fattori di produzione, come inverni caldi e gelate primaverili tardive, estati siccitose, abbandono dei frutteti e decremento produttivo dovuto all’età avanzata delle piante.

In Turchia la coltivazione delle nocciole è ancora perlopiù manuale e fortemente dipendente dal lavoro stagionale.

 

Kadir Erhal.

 

Per quanto riguarda la produzione 2022/23, il Ministero turco dell’agricoltura e delle foreste ha stimato un raccolto di 765.287 tonnellate, in aumento del 12% su base annua, in linea con i sondaggi condotti nelle principali regioni di coltivazione della nocciola della Turchia nell’ultima settimana di giugno e nella prima di luglio.

Le aree ad alta quota sono state interessate da temperature sottozero nella terza settimana di marzo, arrivate fino a -8°C, a seguito delle quali le autorità turche avevano ipotizzato danni significativi alla produzione. Fortunatamente, invece, le previsioni di luglio hanno confermato un impatto complessivo minimo delle gelate di marzo.

I prezzi di riferimento ipotizzati da Mintec per le nocciole turche (11/13 mm, qualità Levant, FOB Turchia) recentemente sono rimasti piatti, con benchmark invariato su base settimanale e mensile al 21 luglio a 560 $/100 kg. I prezzi sono scesi di oltre il 10% su base annua, dove il calo è imputabile soprattutto all’indebolimento della Lira turca.

 

ofi (Olam Food Ingredients)

Ma conosciamo un po’ meglio il nostro ospite: ofi, vale a dire la Olam Food Ingredients, protagonista mondiale nell’ingredientistica che fornisce cacao, caffè, ingredienti lattiero-caseari, frutta a guscio e spezie. Attiva in una cinquantina di Paesi, vanta un fatturato di 11,9 miliardi di dollari e più di 10.000 clienti. Dispone inoltre di oltre 110 stabilimenti di produzione e di 15 centri di innovazione, impiegando una forza lavoro di oltre 20.000 persone e di una rete di approvvigionamento – diretta e indiretta – di 2,75 milioni di agricoltori, dei quali oltre 483.000 sono inseriti nei programmi di sostenibilità ofi.

Per farsi un’idea dei volumi che l’azienda muove a livello globale, ogni anno, una tavoletta di cioccolato su 5 consumata nel mondo, 90 miliardi di tazzine di caffè, 673 milioni di barattoli di creme spalmabili alla nocciola, 270 milioni di barattolini di spezie e 19 miliardi di fette di formaggio vengono prodotti con ingredienti forniti da ofi. Soffermandoci sulla frutta a guscio, in particolare, la gamma di produzione comprende anacardi, mandorle, arachidi, nocciole, pistacchi, noci e macadamia, che possono essere sbollentati, sbucciati, pastorizzati, tostati, venire forniti interi tal quali o ricoperti e aromatizzati, ridotti in granella o farina, polvere proteica, oli o paste.

 

Lo stabilimento ofi a Piraziz.

 

Dal noccioleto…

Ma torniamo al focus di questo viaggio – le nocciole – e alla loro origine: le regioni turche sul Mar Nero, dove sorgono anche gli impianti ofi di Kocaali e Ordu, specializzati nella sgusciatura della nocciola, e quello di Piraziz, dedicato alla trasformazione, che complessivamente danno lavoro ad un migliaio di persone, mentre sono stati circa 6.000 gli agricoltori che nel 2022 hanno beneficiato della formazione sulle buone pratiche agricole (GAP) da parte di agronomi ofi, erogata attraverso 13 partnership sociali e ambientali con clienti e altri partner del settore. Dal 2013, infatti, l’azienda ha intrapreso azioni per sostenere gli agricoltori e i lavoratori stagionali e per migliorare le condizioni nella filiera delle nocciole in Turchia, in linea con l’impegno a sviluppare catene di approvvigionamento rispettose delle persone e dei diritti umani. Ad esempio, attraverso il programma “Women on the Roads” che fornisce alle donne corsi di formazione su diritti, salute e sicurezza sul posto di lavoro, pronto soccorso, lavoro minorile, diritti delle donne, uguaglianza di genere, comportamenti da tenere in caso di molestie, problemi di salute e nutrizione.

 

Tunnel di tostatura.

 

ofi è tra i maggiori fornitori mondiali indipendenti di nocciole ed è in grado di offrire la tracciabilità completa fino ai campi di raccolta del 47% dei volumi totali di prodotto che muove, sia che si tratti di nocciole sgusciate al naturale, intere tostate, ridotte in granella o in pasta.

Nel corso della visita ad un agricoltore, che su un’estensione di 1,7 ettari, raccoglie 5,5 tonnellate di nocciole con l’aiuto di 18-20 braccianti, ci è stato illustrato in cosa consista l’impegno di ofi in campo per aumentare la produttività e la qualità delle nocciole. Molti coltivatori lavorano part-time, utilizzando metodi tradizionali su piccola scala, su appezzamenti medi di 1,25 ettari che spesso ospitano alberi vecchi, tutti fattori che compromettono rese e qualità dei prodotti. Essi vengono per questo affiancati dagli agronomi ofi, che li formano sui migliori metodi di coltivazione, tecniche di concimazione, gestione dei parassiti e degli scarti, nonché su come gestire al meglio le fasi di raccolta ed essiccazione, senza tralasciare temi quali i diritti dei lavoratori, salute sicurezza e il rischio di lavoro minorile. Questa strategia ha già dato i suoi frutti, se si pensa che nel 2022 si è rilevato un aumento media della produttività del 6% rispetto al 2020. Gli obiettivi che l’azienda si propone per il 2030 sono ambiziosi: sul fronte delle condizioni e la sicurezza del lavoro, arrivare al monitoraggio e correzione al 100% del lavoro minorile ogni anno e zero rimostranze da parte dei lavoratori coinvolti nei programmi gestiti da ofi, continuare gli investimenti per migliorare l’educazione dei figli dei lavoratori e delle donne sulla parità di genere e i diritti per favorire il rispetto della diversità e l’inclusione sociale, aumentare del 30% la produttività dei noccioleti e arrivare all’80% dei prodotti completamente tracciabili, oltre ad agire in ambito climatico per formare tutti gli operatori sulla gestione in campo dei fertilizzanti, dei pesticidi e del compostaggio, nel rispetto della natura.

 

Macinazione delle nocciole.

 

…alla trasformazione del prodotto

Ci siamo quindi trasferiti allo stabilimento di sgusciatura di Ordu e, infine, a quello di trasformazione di Piraziz, per scoprire come le nocciole vengano lavorate per mantenerne al meglio aroma e consistenza in tutte le declinazioni, dal prodotto intero naturale, alla nocciola tostata, spelata, ridotta in granella o in pasta. Complessivamente si arriva a 200 referenze, classificate a seconda della gradazione di colore, dipendente dalla tostatura, della quantità di acidi grassi liberi, della granulometria della granella e della pasta.

Una delle cernitrici ottiche.

 

Nello stabilimento lavorano oltre 400 dipendenti stabili e stagionali, su 2 linee di lavorazione delle nocciole tostate, 3 di granellatura, 3 di produzione di pasta di nocciole ed 1 dedicata al prodotto naturale.

Nell’impianto di Piraziz, dotato di un magazzino delle materie prime completamente automatizzato, si lavora nel rispetto dei più rigorosi standard qualitativi (BRC, IFS, FSMA, Halal , Kosher e bio) per offrire un prodotto conforme alle aspettative dei clienti di tutto il mondo, e per questo si eseguono analisi approfondite, dal ricevimento delle materie prime (analisi fisiche su marciume, umidità, calibro, ecc.), ai controlli sul processo (analisi fisiche come le precedenti e sul colore, chimiche – FFA, aflatossine, perossido e grassi – analisi microbiologiche – conta batterica totale, presenza di muffe/lieviti, enterobatteri, coliformi e salmonelle), fino alle analisi del laboratorio del Centro Ricerca & Sviluppo (R&D) che lavora allo sviluppo di nuovi prodotti.

 

 

Un assaggio di futuro

A proposito di novità, durante la visita abbiamo potuto godere dell’assaggio di alcuni prodotti creati dal Team R&D ofi in Turchia: creme spalmabili al cacao e nocciole, burri di nocciola, nocciole aromatizzate da consumare come snack, biscotti vegani e senza glutine e bevande vegetali alla nocciola. Come cita lo slogan di ofi: “Non si tratta di materia prima ma di potenziale grezzo (It’s not raw material. It’s raw potential)”, e come una nocciola va liberata dal guscio per sprigionare le sue molteplici qualità.

www.ofi.com

Alcuni prodotti finiti che escono dallo stabilimento di Piraziz.

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